Un pomeriggio all'Auditorium Parco della Musica con la casa editrice NeoClassica

imm_4105_libri-come.jpgimm_4105_libri-come.jpg
imm_6969_auditorium1-1.jpgimm_6969_auditorium1-1.jpg
imm_4885_auditorium1-2.jpgimm_4885_auditorium1-2.jpg
imm_6162_violino.jpgimm_6162_violino.jpg
imm_235_maras.jpgimm_235_maras.jpg
imm_4327_copertine.jpgimm_4327_copertine.jpg
imm_7154_migliorini.jpgimm_7154_migliorini.jpg

Il Direttore creativo Roberta Flamini, con Gabriele Simonetti sono stati presenti ieri giovedì 23 marzo alle 17.30 all'evento organizzato presso l'Auditorium Parco della Musica per la presentazione dei volumi scritti dall'autore Raffaello De Rensis “Franco Faccio – Arte, scapigliatura, patriottismo” e “Francesco Cilea”, editi dalla casa editrice NeoClassica.

I Relatori presenti all'evento sono stati:

  • Michele Dall'Ongaro, presidente-sovrintendente dell'Accademia di Santa Cecilia, musicologo e compositore;
  • Agostino Ziino, presidente dell'Istituto italiano per la storia della musica (IISM), musicologo;
  • Cecilia Gobbi, presidente della Fondazione Tito e Tilde Gobbi Onlus, ed erede di Raffaello De Rensis;
  • Guido Salvetti, musicologo e pianista;
  • Antonio Rostagno, musicologo e pianista;
  • Johannes Streicher, musicologo.

Roberta ci rilascia un resoconto emozionante del pomeriggio...

L'Auditorium è sempre una location suggestiva e prestigiosa in cui organizzare eventi.
Per noi arrivare lì e vedere in vetrina i libri è stata un'accoglienza perfetta.
Quei libri in vetrina in prima fila e in "evidenza" rappresentano qualcosa di importante.
Per noi di dunp la concretezza di un lavoro che diventa tangibile e prezioso, per la casa editrice NeoClassica una grande opportunità di far decollare il brand.

La Sala Museo degli strumenti musicali è emozionante. All'inizio sembra una sala comune di quelle "classiche" dell'Auditorium, poi svolti l'angolo e arrivi vicino a una porta a vetri dove si apre un corridoio illuminato da tanti punti luce, ai lati delle vetrine colme di strumenti musicali antichi.
Mentre cercavamo la rete per condividere qualche foto, l'immagine di una signora con sua figlia (la signora probabilmente è una studiosa) che spiegava alla bambina il nome di quegli strumenti, particolari e unici.
La sala è piccola ma circondata da teche che contengono strumenti ma anche spartiti antichi, conservati in custodie che ricordano le bacchette magiche del mitico "Olivander" di Harry Potter.

Inizia l'evento con la bellissima presentazione del Presidente del Santa Cecilia, Michele dall'Ongaro. Un intervento squisito e raffinato, con delle note emozionanti, di cui riportiamo qualche stralcio: "Con la musica si possono cambiare le cose; non solo con la musica ma con la conoscenza, il sapere, la curiosità. L'Accademia di Santa Cecilia mi ha permesso di leggere questi due libri straordinari. Favoloso l'autore De Rensis che racconta le avventure di Franco Faccio e Francesco Cilea, sembrano libri di Salgari.
La musica diventa un racconto esercitato nella sua forma più nobile della narrazione, che raggiunge chiunque, anche il lettore comune. Temi come la passione, l'intelligenza e l'idea vengono trattati magistralmente. Lo scopo di scrivere la musica è proprio quello di aver voglia di sentire la musica".

Il Presidente si è complimentato con Alessandro Maras e Alessandra Migliorini, fondatori della casa editrice NeoClassica, per lo straordinario lavoro che stanno facendo. Questo ha emozionato anche noi.

Alle spalle di ogni intervento, oltre alle foto storiche dei personaggi più illustri menzionati nei libri, tra cui lo stesso scrittore De Rensis, erano presenti le copertine dei libri. Le persone tenevano in mano le copie, aperte, studiate con anche post-it attaccati per sottolineare passaggi e citazioni. Ognuno dei relatori ha trovato i libri interessanti, piacevoli alla lettura e unici nel loro genere. In alcuni dei video dell'evento si possono sentire proprio questi apprezzamenti oltre che commenti dal punto di vista accademico e musicologico.

Un ambiente senz'altro raffinato, colto, dai toni pacati.

Pomeriggio davvero piacevole, mi è dispiaciuto andare via perché avrei ascoltato ancora quei racconti e quelle spiegazioni.

Utile anche a comprendere meglio il mondo della musicologia, sconosciuto a molti.
È un ambiente dove davvero c'è sete di libri nuovi e interessanti, dove NeoClassica potrebbe rappresentare il fiore all'occhiello.

 

 

Tutti gli articoli