Spot d’autore, il cinema prestato alla tv

Spot d’autore, il cinema prestato alla tv

Il cinema e la pubblicità non sono mai andati troppo d'accordo; difficile, infatti, mettere insieme l'anima artistica e creativa con quella squisitamente commerciale della merce, eppure ripercorrendo la storia, più o meno recente, di celebri spot troviamo dietro la macchina da presa autori straordinari del nostro cinema, ma anche di quello internazionale, registi pluripremiati che non ti aspetteresti mai di trovare. Molte sono le aziende che scelgono di investire in firme autorevoli, con l'obiettivo di migliorare la brand reputation, elevare la qualità del prodotto, celebrare se stesse e arrivare in modo più efficace ed emozionale al proprio pubblico.

Ad esempio, nel 2011, prima della grande consacrazione agli Oscar con La Grande Bellezza, Paolo Sorrentino filmò uno spot per i 10 anni di Yamamay, nota azienda di intimo, scegliendo proprio un'attrice di cinema come protagonista, Isabella Ferrari.

Anni prima, nel 2002, un altro storico anniversario, i 125 anni di Barilla, il brand affida a Wim Wenders e ad Alessandro Baricco la realizzazione di uno spot memorabile, l'uomo che ara i campi mentre un esercito di uomini a cavallo gli va incontro minaccioso, senza però travolgerlo. In quei 60 secondi non compare “neanche un fusillo”, una novità per il periodo.

Nel 1985, sempre per la Barilla lavorò il maestro Federico Fellini, che aveva girato altre pubblicità ai tempi di Carosello. Lo spot storico è quello di “Alta società” in cui in un ristorante di lusso alla richiesta di una cliente di mangiare i rigatoni i camerieri rispondono in coro “e allora noi consigliamo Barilla”.

 

Nel 1992 la Coop incaricò Woody Allen di girare ben 5 spot per promuovere la genuinità dei prodotti della catena. Allen li girò nella sua amata New York usando gli elementi stilistici e narrativi che contraddistinguono il suo cinema: ironia, non sense e surrealismo.

 

L'elenco è davvero lungo e si trovano nomi del calibro di Martin Scorsese, Gabriele Salvatores, David Lynch, ma lo diventa ancora di più considerando quelli che, al contrario, sono partiti dalla tv, dalla pubblicità e solo dopo sono approdati con successo al cinema, come, solo per citarne alcuni, Ridley e Tony Scott, Ermanno Olmi, Alessandro D'Alatri e Sergio Leone.

È di qualche settimana fa la notizia che Fiat e l'agenzia di comunicazione Leo Burnett hanno affidato al regista rivelazione dell'anno grazie al film “Lo chiamavano Jeeg Robot”, Gabriele Mainetti, la realizzazione di “Eroi del calcio” una campagna pubblicitaria che racconta la passione degli italiani per il calcio con ironia e leggerezza, in occasione di Euro 2016. Siamo curiosi di vederlo e voi?