Lavorare per Coca-Cola. L'intervista a Martina Borsoi, Communication Manager per l'Italia

Lavorare per Coca-Cola. L'intervista a Martina Borsoi, Communication Manager per l'Italia

Durante la nostra partecipazione all'ultimo C-come 2016 a Roma lo scorso 30 gennaio, abbiamo incontrato Martina Borsoi, Communication Manager di Coca-Cola Italia, non potevamo non intervistarla.

 

Martina, sul tuo profilo Linkedin c'è scritto che sei la Communication Manager di Coca-Cola, ci spieghi esattamente in cosa consiste il tuo lavoro?

Il team di cui faccio parte (Public Affairs and Communication) si occupa di gestire tutte le relazioni con i pubblici influenti dell'azienda, a livello istituzionale e mediatico, coordinando le attività dell'azienda in Italia attraverso attività on e off-line. In particolare, dal dicembre 2014 mi occupo di Coca-Cola Journey (www.coca-colaitalia.it), il webmagazine aziendale fondato sullo storytelling e sul “corporate journalism”. Con il lancio di questo nuovo sito Coca-Cola ha letteramente rivoluzionato il suo modo di condividere le sue storie: oggi offriamo ai nostri lettori contenuti interessanti, sempre aggiornati, sul mondo di Coca-Cola, in Italia e nel mondo. La cosa che più mi piace è che anche se è un sito corporate, raccontiamo anche delle storie che non riguardano direttamente i nostri brand e i nostri progetti, ma anche storie vicine ma vicine ai valori dell'azienda e dei suoi consumatori.

Tu puoi vedere alla tv la pubblicità della Coca-Cola e sai che il Presidente beve Coca-Cola, Liz Taylor beve Coca-Cola e anche tu puoi bere Coca-Cola. Una Coca-Cola è una Coca-Cola e non c'è denaro che ti consenta di berne una più buona di quella che sta bevendo un barbone all'angolo” Andy Warhol ha scritto praticamente un body copy perfetto. È stato detto di tutto sulla Coca-Cola, cosa c'è ancora da comunicare?

Coca-Cola è un'azienda con 130 anni di storia, 90 dei quali anche in Italia. E di storie da raccontare ce ne sono molte, non le abbiamo di cert0 esaurite! La sfida più bella che affrontiamo ogni giorno è quella di capire in che modo coinvolgere e appassionare i nostri consumatori, con dei contenuti sempre interessanti, al passo con i tempi e in linea con le aspettative di chi ci segue. Da poco abbiamo lanciato la nuova campagna globale Taste The Feeling, che ci sta dando diversi contenuti interessanti da condividere.

Coca-Cola è il brand per antonomasia, alcune delle sue campagne pubblicitarie sono entrate nel mito. Ecco, se potessi scegliere tre spot celebri per riassumere la sua storia, quali sarebbero?

Il mio preferito resterà sempre “Vorrei cantare insieme a voi”, lo spot trasmesso da Coca-Cola in Italia nel dicembre del 1983 che ben presto è diventato la colonna sonora per eccellenza degli auguri natalizi targati anni Ottanta e che, anche oggi, è una delle campagne più amate da molte persone. Il secondo è “Ragioni per credere” un vero e proprio inno all'ottimismo e alla positività, capace di farci riflettere sul significato delle nostre azioni quotidiane e di farci guardare al mondo con rinnovata fiducia, in puro stile Coca-Cola. Tra i più recenti, prediligo il tvc realizzato per la campagna Taste The Feeling che si intitola “Under Pressure”, dalla fantastica colonna sonora dei Queen & David Bowie. Lo spot racconta le pressioni alle quali siamo sottoposti tutti ogni giorno, mettendo in evidenza l'importanza di concedersi un po' di tempo, una pausa per allentare la tensione e godersi il singolo momento. 

Forse è una domanda che ti fanno in tanti, ma cosa comporta lavorare per una multinazionale come Coca-Cola, in termini di impegno e responsabilità?

È assolutamente un grande onore sapere che i progetti a cui lavori entreranno a far parte della vita di molte persone, regalando un sorriso e un momento di spensieratezza. Coca-Cola è un'azienda globale e ti fa sentire parte di una grandissima famiglia, ma è anche un'azienda attenta alle esigenze locali in ogni Paese in cui è presente e la nostra più grande reponsabilità è assicurarci di offrire un prodotto (inteso sia come bevanda ma anche come stile di comunicazione) all'altezza delle aspettative di chi ama questo brand.

I social media hanno imposto ai brand una forma di comunicazione più diretta e trasparente e, tuttavia, il rischio di epic fail, che ne mettano a repentaglio la reputazione, è sempre dietro l'angolo. Come si fa ad evitarli?

Coca-Cola ha da sempre messo al centro della sua narrazione, storie e racconti capaci di coinvolgere i suoi diversi pubblici. Farlo oggi sui social ne è l'evoluzione naturale. La difficoltà/opportunità è di adattare i contenuti alle diverse esigenze e alle diverse piattaforme, cercando di condividere contenuti ingaggianti, interessanti e di qualità per i nostri diversi target, dagli affezionati al brand ai giovani aperti alle novità. Per evitare scivoloni è essenziale monitorare attentamente la propria rete, “conoscere” i propri followers ed essere al passo con le ultime tendenze per intercettare prontamente delle possibili aree critiche.

Il lavoro del comunicatore è un lavoro difficile, ha bisogno di aggiornamento e stimoli continui, giornali, blog, film, libri, persino la strada che è una straordinaria fucina di storie. Quali sono le tue fonti di ispirazione?

Leggo molto, partecipo a seminari e workshop anche apparentemente “lontani” dal mio profilo professionale perchè i migliori stimoli arrivano quando meno te lo aspetti. Ho poi la fortuna di lavorare con persone molto competenti e appassionate e sicuramente il confronto e il mettersi in gioco è una delle caratteristiche essenziali per restare al passo e proporre idee nuove.

Ti potremmo mai sorprendere a bere una Pepsi?

E che cosa sarebbe?