Pubblicitary, resterà solo un’agenzia

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Agenzia e accountAgenzia e account

Conquista il mondo dell'advertising: assumi e licenzia, vinci le gare, crea il tuo impero e fai fallire le altre agenzie

 

Per chi fa il nostro lavoro, la pagina Facebook de L'Agenzia Pubblicitaria con più di 25 mila follower (una volta L'Agenzia pubblicitaria di merda, prima che la censura facebookiana per le sponsorizzazioni mettesse al bando la locuzione finale) è una sorta di rifugio peccatorum per account, art director, graphic designer, responsabile web marketing e stagisti. Uno spazio virtuale dove poter sfogare frustrazioni  lavorative e  parlar male di clienti esigenti e perennemente insoddisfatti. I loro post ironici, cinici e dannatamente reali sono diventati dei veri mantra per alcuni di noi. Adesso si sono spinti oltre, lanciando sulla nota piattaforma di crowdfunding, Kickstarter, Pubblicitary, il primo gioco da tavolo sul mondo dell'advertising made in Italy.  La cifra raccolta in poco più di un giorno è quasi di 2000 €, l'obiettivo arrivare in un mese a 20.000 € e far diventare il gioco virale, almeno per chi lavora in agenzia o vuole aspirare a farlo. C'è addirittura la possibilità di personalizzare il gioco con il nome e il logo della propria agenzia, 100 copie vi costano solo 5000 €.

Ma che roba è?

Una sorta di Monopoli con tanto di dadi e pedine e imprevisti o emergenze, che in questo caso sono mail del venerdì alle 18:00, deadline impossibili, piano ferie. Si può giocare in 2 o in 6, l'obiettivo finale non è conquistare Parco della Vittoria, ma eliminare le agenzie concorrenti e come Cristopher Lambert che sfidava Sean Connery gridare “ne resterà solo una di agenzia, la nostra!” Per farlo, bisognerà creare un team forte, assumendo e licenziando a seconda delle necessità, partecipare ai bandi di gara, superando ostacoli apparentemente insormontabili, come i pensieri sconnessi del Cliente di turno:

Conquista il mondo dell'advertising: assumi e licenzia, vinci le gare, crea il tuo impero e fai fallire le altre agenzie

 

Un po' Mad Men, un po' Game of Thrones

Marta Levantaci dell'APDM al  Dailybest ha detto: “Abbiamo i classici personaggi con cui abbiamo a che fare ogni giorno dal direttore creativo che pensa di essere dio, passando per gli account, i creativi, i copy, gli art director, gli sviluppatori, e naturalmente gli stagisti. Ovviamente mentre tutte le altre figure hanno un salario lo stagista è gratis: ne puoi assumere quanti ne vuoi. Il gioco è un gioco di strategia, e le gare si possono anche vincere solo con stagisti”

Agguerriti, perfidi, vendicativi, con una bottiglia di scotch e una confezione di Oreo nel cassetto. Il mondo raccontato da quelli di APDM gioca su stereotipi e luoghi comuni, su ruoli e falsi miti dell'advertising che poi così falsi non sono. La realtà lo sappiamo, a volte, supera di gran lunga la fantasia e questo gioco ne è una divertente dimostrazione.

Rimpiazza l'analista, le forniture mensili di Xanax, i drink dopo-lavoro, il corso di cintura nera pilates per controllare l'ira e le 25-30 sigarette al giorno”, noi questo invito lo prendiamo molto sul serio e voi?