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Addio Gigi Proietti, simbolo di una Roma immortale

Con la morte di Gigi Proietti, se ne va un pezzo di storia d'Italia. Lo ricorderemo come uno degli attori più grandi di sempre. Ciao Gigi

09/11/2020

Non ci sono parole. Anche per chi le ha sempre avute, per chi con le parole ci ha fatto una professione, per chi le parole le inventa o le usa in modo corretto. La morte di Gigi Proietti è un dolore che attanaglia tutti e che provoca dolore e sgomento. In un momento come questo in cui ridere è diventato un lusso, Gigi era la nostra ancora di salvezza: bastava un suo intervento alla radio o in televisione per farci ritornare il sorriso.

Noi siamo abituati, in quanto agenzia di comunicazione, a lavorare con le parole e sappiamo quanto è difficile entrare nel cuore delle persone. Ognuno ha la propria sensibilità e il proprio mondo interiore, quante volte sentiamo dire non si può piacere a tutti? Bene, Gigi è l'eccezione che conferma la regola: piaceva a tutti. Era una bella giornata di sole in un inverno cupo e grigio, era la vacanza tanto attesa dopo un anno di sacrifici, era l'arcobaleno dopo una giornata di pioggia battente.

Questo è stato Gigi per noi di dunp. La sua immagine e le sue innumerevoli trasformazioni rimarranno per sempre nel nostro cuore, ma vogliamo comunque omaggiarlo ripercorrendo le parole commoventi che sono state pronunciate al suo funerale da Virginia Raggi, Marisa Laurito, Valentina Marziali, Edoardo Leo, Paola Cortellesi, Enrico Brignano e Walter Veltroni.

Ci siamo commossi, nel sentirle. E ci siamo commossi ancor di più a riscriverle e a rileggerle. Come se l'emozione provata nel sentirle venisse completata dalla rilettura. Gigi non c'è più, è vero, e ci lascia un vuoto enorme. Noi questo vuoto proveremo a riempirlo con le parole di chi l'ha conosciuto, di chi l'ha amato, di chi l'ha vissuto. Là, dove il cielo diventa universo.

Là, dove l'istante è eternità. L'amore per Gigi resterà. Per sempre.

Virginia Raggi: “Roma non lo dimentica, Gigi ci mancherà. Tanto”

Un uomo buono, un professionista esemplare, un talento, un genio, un istrione, un simbolo, un attore inarrivabile. Ci ha fatto ridere, ci ha fatto piangere, ci ha tenuto col fiato sospeso, ci ha fatto divertire, ci ha fatto emozionare. In poche parole, ci ha fatto vivere. E la sua città, Roma, gli sta rendendo omaggio in tutti i modi possibili con foto, murales e proiezioni.

Virginia Raggi, sindaco della Capitale, è intervenuta ai funerali di Gigi e con una voce commossa, ha ricordato a tutti che Roma ha perso una parte della propria anima. Un uomo capace di raggiungere il cuore di tutti, dall'Ara Pacis al Tufello, dal Brancaccio al Globe, da Tor Marancia a Tor Bella Monaca, da Montespaccato a Primavalle.

Secondo Virgilia, Gigi è stato molto più di un grande attore: è stato un grande intellettuale e soprattutto un grande uomo capace di interpretare qualunque tipo di personaggio e renderlo reale.

Sono tanti i momenti in cui Virginia è stata a contatto con Gigi, dai 150 anni di Roma Capitale al Natale di Roma. Roma ha amato e ama Gigi come non mai e sicuramente, quando la pandemia sarà finita, verrà organizzato qualcosa di grande che consentirà di romani di abbracciare (purtroppo solo virtualmente) Gigi come merita.

Gigi non verrà dimenticato, mai. Rimarrà sempre nel cuore dei romani e di tutte le persone che gli hanno voluto bene.

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Marisa Laurito: "Gigi non era un attore, era il Teatro”

Commossa, sconvolta, inconsolabile. Marisa Laurito ha faticato a trattenere il pianto nel suo omaggio al grande Gigi Proietti. Secondo l'attrice napoletana, con la scomparsa di Gigi siamo stati privati della sua ironia, della sua intelligenza, del suo senso sociale e della sua cultura.

Un uomo bello, immenso e immaturo con quei capelli ribelli che ci costringerà a convivere con la sua assenza, perché noi non potremo mai consolarci con un'altra persona che possa somigliare neanche lontanamente a Gigi.

Gigi era energia pura sul palco, pigrizia brillante a casa, tiratardi a tavola con gli amici: un uomo buono e generoso sempre pronto ad accorrere in aiuto con un consiglio o una parola gentile. Un monumento.  Marisa glielo diceva spesso che era un monumento e lui rispondeva: “Un monumento? Non tengo manco er cavallo”.

Un uomo grande, tenace, un maestro, un punto di riferimento costante, un artista completo con doti di veggenza. Marisa si ricorda quando nessuno credeva alle parole di Gigi: “Verranno tanti giovani a teatro a vedere Shakespeare”.

Nessuno gli credeva, ma aveva ragione lui. Come semprre. Gigi non era un attore, era il Teatro: quello legante, signore, sapiente, appassionato e sincero. Un uomo che non morirà mai perché nessuno lo dimenticherà.

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Valentina Marziali: “Maestro, di te non si può fare a meno"

Non si diventa Giulietta per caso. Valentina Marziali è stata l'interprete di Giulietta nella prima rappresentazione di Giulietta e Romeo al Globe Theatre, il teatro fondato e diretto da Gigi Proietti per quasi 17 anni. Un teatro che adesso prenderà il suo nome e che porterà avanti le sue idee. La Marziali è una delle allieve più brillanti di Gigi, è il segno tangibile di quanto si possa imparare dai maestri. 

Valentina è inconsolabile: “Non si va via così, senza preavviso, senza dire niente, senza neppure averci consultato”. Un'uscita di scena improvvisa che sottolinea, ancora una volta, la sua capacità di stupire le persone.

Una persona indipendente che a Valentina è sempre piaciuta: un uomo libero, senza padroni né padrini, capace di portare avanti con passione il mestiere dell'attore. Sarà difficile fare a meno di Gigi, per Valentina. Non è così che aveva immaginato il suo futuro: uno come Gigi serve sempre, soprattutto in questi tempi dove sorridere è difficile e dove trovare il lato comico è un'impresa titanica.

Ora Valentina proverà a camminare da sola assieme agli attori e ai tecnici nel tentativo di portare avanti il suo teatro e la sua memoria. Un'impresa titanica che ha un solo obiettivo: far sentire Gigi orgoglioso del proprio teatro.

Perché il Globe Theatre diventerà il Gigi Proietti Globe Theatre: il doveroso omaggio di una città intera a un uomo che ha portato alto il nome di Roma nel mondo.

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Edoardo Leo: “Gigi era un fuoriclasse, il numero 10, il più bravo di tutti”

Un Edoardo Leo così disperato non lo avevamo mai visto, neanche nei ruoli più drammatici della sua carriera da attore. Edoardo era uno dei tanti “figli” di Gigi. Un ragazzo cresciuto a pane e Gigi Proietti, uno di quelli che hanno trovato in Gigi un secondo padre. Un omaggio commovente e strappalacrime che l'associazione UNITA (più di 700 interpreti del mondo dello spettacolo) aveva scritto per gli 80 anni di Gigi. E che Edoardo ha riportato fedelmente fra lacrime, silenzi e singhiozzi.

Per Edoardo, Gigi è stato tutto. Si dice spesso, è vero, ma per Edoardo è stato davvero così. Gigi è stato l'attore che l'ha fatto innamorare del mestiere, è stato il faro che ha illuminato il suo percorso da attore, è stato l'amico fidato, il consigliere, il costante punto di riferimento per molte generazioni di attori e di interpreti.

Nessuno come Gigi, che oltre ad essere un professionista dello spettacolo ha formato decine e decine di lavoratori dello spettacolo e ha speso il suo talento e la sua energia per insegnare un mestiere con abnegazione e disciplina.

In tanti hanno sognato di essere come lui, e ovviamente nessuno ci è mai riuscito. Perché Gigi non era uno qualunque era un fuoriclasse, il numero 10, il più bravo di tutti. Un artista controcorrente che ha ridato una seconda vita ai teatri, li ha riempiti di giovani e ha insegnato con l'umiltà che l'ha sempre contraddistinto che non esiste alto e basso e che fare il teatro popolare deve essere l'aspirazione più alta, la più nobile.

A Gigi, Edoardo ha consegnato l'anima, il cuore e tutta la sua ammirazione. Un attore superlativo che ha lasciato sgomento e commosso un popolo di spettatori incantati che può solo dire grazie.

Perché Gigi non era soltanto un grande attore, ma tanto di più: è semplicemente Gigi Proietti.

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Paola Cortellesi: “Per tutti noi è stato un faro, ci ha mostrato l'arte, il sogno"

Crescere con Gigi Proietti, anche se non appartieni alla sua famiglia, è comunque possibile. Ce lo racconta Paola Cortellesi nel suo omaggio a Gigi, il primo uomo della sua vita oltre a suo padre. A Gigi infatti ha legato ricordi indelebili che hanno scandito la sua vita.  

Lo ascoltavano in macchina nei lunghi viaggi verso la Calabria, tutti e 5. I suoi genitori la portavano a teatro e lei fin da piccola, lo aveva ammirato in ogni variazione di tono, di registro e di linguaggio.

E fu una delle tante volte al Teatro Sistina che Paola, ammirandolo, decise che da grande avrebbe voluto tanto fare l'attrice. Per sua fortuna c'è riuscita ed è riuscita anche a conoscerlo, il grande Gigi Proietti. Un vero e proprio privilegio quello di poter passare ogni tanto del tempo insieme a godere della sua compagnia, dei suoi racconti esilaranti, della sua genialità.

Gigi è stato un pilastro, un faro che ha mostrato l'arte, il sogno, a volte, la strada da percorrere. E la sua famiglia (Sagitta, Susanna e Carlotta) non sarà mai sola: a proteggerle, ci sarà un esercito che, armato di riconoscenza, lo amerà per sempre e non lo dimenticherà mai.

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Enrico Brignano: “Grazie Gigi, eri e sei pura luce”

Non è facile dire addio a Gigi Proietti. Enrico Brignano, con un filo di voce, non ha la forza di salutare la persona che gli ha aperto la porta dei sogni e che è stato il suo mentore per eccellenza. Come dargli torto. Enrico Brignano, professionalmente parlando, è il fratello minore di Gigi. Dal grande Gigi, Enrico ha preso il tipo di comicità, la parlata ciancicata, il modo di raccontare e di tenere alta la concentrazione.

Gigi è stato il gigante con cui tutti si sono dovuti confrontare, è stato amore prima vista: Enrico lo ha sempre amato senza remore, senza infingimenti, cercando di assorbire quello che poteva ogni volta che gli era vicino.

Vederlo sul palcoscenico è stato un privilegio per tutti e un dono per chi ama il mestiere dell'attore. Le parole di Brignano sono eloquenti: “Grazie Gigi, eri e sei pura luce, ti sei lasciato dietro uno scintillio di cui resta un timido bagliore su tutti noi, un po' per ciascuno”.

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Walter Veltroni: “Sei, e resterai per sempre, per tutti i romani, il nostro Sor Maestro

Ci sono cariche che non hanno niente a che vedere con il cursus honorum (l'ordine sequenziale degli uffici pubblici tenuti dall'aspirante politico). Veltroni è stato sindaco, ma Gigi è stato Sor Maestro. A Roma non esiste carica più alta di quella perché racchiude in sé il germe dell'immortalità.

Per Veltroni Gigi è stato attore, cantante, fantasista, autore, regista, clown e amico. Un uomo d'altri tempi che, se non fosse stato per il Covid 19, avrebbe riempito le strade della città: ai suoi funerali sarebbero venuti tutti, le signore della Garbatella o del tufello, i vigili maschi, quelli col fischio, i vetturini e i pensatori, i macellai come Manzotin e i musicisti più colti e raffinati.

Gigi era di tutti, si è sempre sforzato di cercare l'armonia tra la vita delle persone ed era nato per far ridere le persone perché si beava del suono e degli occhi di chi aveva davanti, che fossero uno o centomila. Gigi era un intellettuale colto, popolare e semplice che era entrato nel cuore delle persone. Si fidavano tutti di Gigi Proietti: se c'era lui, doveva essere una cosa bella.

Gigi era l'anima di Roma, era uno dei colli metaforici sui cui essa si poggiava. Gigi era un istrione, prendeva ispirazione dalla strada ed era capace di trasformare una semplice battuta in uno sketch esilarante. Come quella volta in cui raccontò a Walter di una scena condominiale a Trastevere: a un cartello sulla porta Vendo la mia chitarra, ne seguì uno Era ora, li mortacci tua!

Gigi è stato ed è un maestro, il nostro Sor Maestro. Per sempre.

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dunp per Gigi Proietti

Questo è il nostro omaggio a Gigi Proietti. Un uomo, un attore, un istrione, un mago della parola e della parlata romana in tutte le sue forme. Potremo spendere decine e decine di aggettivi per Gigi Proietti, che ha attraversato 80 anni di Roma e che ha impresso in maniera indelebile il suo volto nella nostra memoria.

Ti abbiamo amato, Gigi. Ti abbiamo amato alla follia e adesso che non ci sei più, porteremo avanti il tuo ricordo con un'unica, grande consapevolezza.

Tutti ti hanno visto nascere, nessuno ti vedrà morire. 

Ciao Gigi 

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