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Come cambierà il marketing nel 2022

Dopo un anno e mezzo di pandemia, il mondo è cambiato ed è cresciuta la consapevolezza digitale. Ecco come sarà il marketing nel 2022

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Come cambierà il marketing nel 2022
21/07/2021

Il marketing non sarà più quello di prima. Impensabile infatti attraversare un anno e mezzo di pandemia e pensare di rimanere indenni. Tutto è cambiato e non era immaginabile che il marketing potesse rimanere uguale a sé stesso. In questo anno e mezzo, i professionisti del marketing (i cosiddetti marketers) hanno assistito al cambiamento delle preferenze dei consumatori e si sono dovuti adattare. Le attività local si sono spostate sul digitale e termini come delivery, e-commerce ed e-learning sono diventati di uso comune.

Adesso la campagna vaccinale sta dando i primi frutti e la domanda che i marketers si pongono è una sola: tornerà tutto come prima? Certo che no. Le persone non torneranno alla vecchia normalità perché adesso hanno cambiato abitudini e hanno una maggiore consapevolezza digitale. Chi ha imparato ad acquistare su Amazon è difficile che una volta terminata la pandemia abbandoni totalmente la piattaforma.

Marketing nel 2022: eventi sempre più digitali

Se c’è un settore che per colpa della pandemia ha pagato le conseguenze in modo clamoroso è quello degli eventi. Concerti, discoteche, convegni, congressi, raduni: tutto fermo per più di un anno e una lenta risalita che ancora ad oggi non sembra aver preso la velocità sperata. Come sarà il futuro degli eventi? Ibrido.

L’esperienza in loco verrà sempre supportata e affiancata dall’esperienza digitale. Gli eventi virtuali nell’ultimo anno hanno avuto un’impennata ed è difficile che possano scomparire del tutto. Il futuro degli eventi sarà in presenza ma anche digitale: dopo aver sperimentato l’ebbrezza di vivere un evento comodamente seduti sul proprio divano, molti consumatori continueranno a mantenere questa abitudine. Anche gli eventi in presenza non saranno più come prima: avranno una forte componente digitale come AR e VR e diventeranno il fulcro di esperienze coinvolgenti e innovative destinate a cambiare per sempre il rapporto con la realtà.

Come prima, più di prima: content is king

Se c’è una cosa che non cambierà nel 2022, sarà l’importanza di produrre contenuti originali. Il contenuto sarà sempre il re del digitale. La SEO avrà sempre un ruolo fondamentale in questo processo e non ci potrà essere crescita digitale senza investimento sulla scrittura in ottica SEO (Search Engine Optimization). Avere contenuti originali farà sempre la differenza e sarà l’unico modo per emergere. In un mondo sempre più digitale, sono i contenuti l’arma più importante per un brand che vuole distinguersi.

In quest’ottica, non è escluso che le società di marketing (o le aziende che producono contenuti) possano acquisire più proprietà (o altre aziende) per diventare leader nel proprio settore. Uno dei trend del marketing del 2022 sarà appunto la multiproprietà: sono pochi i brand o le aziende che possono lottare da soli contro le multinazionali (forse solo Coca Cola, Ikea o Apple).

Il futuro delle organizzazioni no profit

Da qualche anno ormai, le grandi aziende (e le multinazionali) investono parte delle loro risorse o comunque diventano protagonisti di progetti assieme a organizzazioni no profit. Queste opportunità di partnership hanno il potenziale non solo per far crescere la tua attività, ma anche per allinearti a missioni filantropiche che possono consentire al brand di aumentare la propria reputation.

Ad ogni modo, nel 2022 non sarà solo importante stringere un’alleanza o fornire un semplice supporto alle organizzazioni di beneficenza. Il trend in atto è quello di condividere obiettivi efficaci come posizionamento di prodotti, marketing di affiliazione, percentuale di donazioni di vendita e sponsorizzazioni aziendali.

L’influencer marketing: sarà l’ultimo anno?

Da diverso tempo, i guru del marketing stanno facendo previsioni negative sull’influencer marketing. Entro il 2022, il mercato dovrebbe raggiungere i 15 miliardi di dollari (erano 9,7 nel 2020). Questa parabola discendente ancora non si vede e si stima che le aziende destineranno il 20% della loro spesa per le collaborazioni con gli influencer. Quello che forse cambierà è la tipologia di influencer scelti: non più i grandi influencer con milioni di seguaci ma micro-influencer che possono garantire un pubblico più specifico.

In questo contesto diventerà fondamentale l’intelligenza artificiale, che può guardare e valutare milioni di video dell'influencer in modi che un essere umano non può e può impostare parametri ben definiti in termini di marketing delle prestazioni. In questo modello, basato sull'intelligenza artificiale predittiva, paghi solo per le conversioni e le vendite prodotte dagli influencer. Il ROI è praticamente assicurato.

(articolo scritto da Angelo Dino Surano)