dunp Facebook Pixel

Ray-Ban Stories: smart glass alla conquista del mercato

Catturare la realtà attraverso un paio d'occhiali non è mai stato così semplice. Scopri le funzionalità dei nuovi Ray-Ban Stories

GET SOCIAL
Ray-Ban Stories: il mondo con altri occhi
03/11/2021

Facebook (e la sua galassia) sta vivendo un momento storico epocale. Oltre al passaggio a Meta, l’azienda di Zuckerberg ha avviato una collaborazione con Essilor Luxottica (capogruppo di Ray Ban) e lanciato i Ray-Ban Stories (che sono sul mercato già dal 13 settembre). L’obiettivo di questa partnership è semplice: trasformare gli smart glass in un oggetto trendy e alla moda (un po’ come è stato per gli orologi digitali). Estetica, design e presenza digitale si fondono in un oggetto di rara bellezza che consente di rimanere sempre connessi. L’Italia, insieme a Regno Unito, Canada, Usa, Australia e Irlanda, è tra i paesi che hanno beneficiato del lancio del prodotto: gli occhiali sono disponibili presso i punti vendita Salmoiraghi & Viganò, sul sito internet della catena italiana e su quello di Ray-Ban a un prezzo poco superiore ai 300 euro.

Occhiali che guardano al futuro

Una delle peculiarità del brand Ray-Ban da sempre è l’attenzione per il design. Questo fin dagli anni Cinquanta. Per questo motivo, si è deciso di fondare la partnership con Facebook su alcuni modelli iconici che hanno fatto la storia del brand come Wayfarer, Meteor e Round. Questi modelli, dal 13 settembre, sono disponibili in versione smart e con diverse colorazioni (lenti graduate o transition).

L’estetica non è stata modificata e la versione “stories” pesa solo 5 grammi in più rispetto ai modelli tradizionali. Nella stanghetta sinistra c’è il soft-touch, in quella destra c’è il pulsante principale per scattare foto o girare video. Basta un tocco e si viene proiettati in un universo magico composto da foto, video, chiamate e musica. Per avere accesso alle funzionalità degli occhiali è necessario scaricare l’app Facebook View (disponibile per iOS e Android) che connette i dispositivi agli occhiali e consente di postare i contenuti realizzati sulle varie piattaforme social.

Le novità non finiscono qui: c’è l’assistente virtuale a cui si può chiedere (per adesso solo in inglese) di scattare foto e/o registrare video, mentre ancora non è possibile attivare il comento di far partire la musica o effettuare chiamate. La batteria dura 6 ore (se si effettuano chiamate, 30 minuti se vengono utilizzati per le chiamate. Se utilizzati nel modo indicato, questi occhiali consentono di scattare 10 foto e realizzare 10 video da inviare allosmartphone tramite Bluetooth. Gli smart glass si ricaricano tramite USB Type-C e la custodia, inclusa nel prezzo, consente di arrivare fino a tre ricariche complete.

 

Più di un semplice occhiale

I Ray-Ban Stories hanno due fotocamere integrate, da 5 MP, attivabili tramite il comando vocale “Hey Facebook” che permette di accedere all’assistente virtuale o premendo il capture button che si trova sulla montatura. Questo è il modo in cui si possono scattare foto o girare video (fino alla durata di 30 secondi) che saranno salvati in una memoria interna da 8 gigabyte. Il database può contenere circa 500 foto (o 30 video). Sulle aste sono stati inseriti 3 microfoni per la registrazione dell’audio e 2 altoparlanti integrati.

In molti hanno fatto emergere un problema di privacy: cosa accade quando una persona decide di riprenderne un’altra senza avere il consenso? Facebook e Ray-Ban hanno pensato anche a questa cosa e hanno inserito un led bianco che si attiva automaticamente quando si scatta una foto o si registra un video. Inoltre gli occhiali si spengono in qualsiasi momento con il tasto e non sono abilitati al riconoscimento facciale: non possono quindi identificare i volti delle persone. L’espediente utilizzato dai produttori, per molti, è sembrato un po’ labile. Chi non conosce il prodotto potrebbe non accorgersi di essersi ripreso e chi riprende, potrebbe coprire il led con un pezzo di carta o di scotch.

Smart glass: sarà la volta buona?

I più attenti avranno notato che questo non è il primo tentativo di lancio degli occhiali digitali. Nel corso di questi anni abbiamo assistito a fallimenti clamorosi come i Google Glass, lanciati nel 2014 e mai arrivati al successo per diversi motivi. Il primo era il prezzo proibitivo (1500 euro), l’estetica non era all’altezza e si erano generate polemiche infinite sulla privacy: l’anno seguente, Google decise di ritirarli dal mercato.

Stessa sorte per gli occhiali Snapchat Spectacles, pensati per essere utilizzati con l’app Snapchat (che ha avuto vita breve). Uno dei problemi in questo caso è stato il fatto che fosse trascorso troppo tempo tra il momento in cui l’azienda aveva annunciato che avrebbe prodotto gli smart glass e quando sono arrivati sul mercato. L’unico vero competitor di Ray-Ban può essere Xiaomi, che ha annunciato la produzione di smart glasses (anche se ad oggi non si sanno ancora le date).