Come posizionare un articolo in ottica SEO

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Come posizionare un articolo in ottica SEO
18/10/2022

Scrivere un articolo di qualità e renderlo visibile e ben posizionato sul motore di ricerca sono cose differenti, che è però necessario vadano di pari passo. Infatti, avere ottimi contenuti purtroppo non basta a farci salire, ad esempio, nelle posizioni definite da Google. Proprio quest’ultimo ha circa 200 fattori che concorrono a determinare il posizionamento nelle pagine dei risultati (SERP), come essere user e device friendly. 

Ottenere un buon ranking e apparire nei primi risultati della SERP quindi non è una cosa scontata. Per questo motivo, è necessario seguire alcune buone pratiche SEO che ci aiutano ad acquisire visibilità e ci assicurano l’interesse, se non addirittura la benevolenza, dei motori di ricerca, con conseguente effetto sul nostro posizionamento. Iniziamo subito a vedere quali sono queste strategie e perché sono così utili.

Piano editoriale e search intent

Quando ci apprestiamo a scrivere un articolo per il nostro blog o il nostro sito sarebbe opportuno, prima ancora di iniziare a battere i tasti sulla tastiera, fare un passo indietro. In primis, dovremmo infatti notare se il contenuto che vogliamo pubblicare è in linea con il nostro piano editoriale e il search intent degli utenti.

La realizzazione di un piano editoriale funzionale e ottimizzato è una procedura impegnativa che però si rivela essenziale. Bisogna inserire in questa linea guida dei contenuti tutti quei topic di interesse e sempre freschi nel nostro settore, che siano costantemente coinvolgenti e non già passati. Per quanto riguarda la tempestività e il coinvolgimento degli utenti rispetto un preciso argomento, ci possono venire in aiuto diversi strumenti, come Google Trends. È un tool indispensabile per cercare, trovare e confrontare le tendenze, anche in tempo reale, e indirizzare gli users verso il nostro sito web.

Proprio i trend generati dagli utenti, in aggiunta alle ricerche che effettuano, sono i punti chiave da cui partire per creare nuovi contenuti. Un’analisi approfondita del search intent, ovvero dell’intenzione di ricerca di uno user, è un’altra delle pratiche indispensabili. Avere ben chiaro il target di riferimento e le necessità della nostra fascia di pubblico, ci aiuta a capire e prevedere di cosa ha bisogno e intervenire per offrire immediatamente una soluzione. In questo modo abbiamo la possibilità di creare articoli efficaci, che rispondano senza difficoltà alle aspettative dei lettori. Essendo l’utilità dei contenuti uno dei criteri in base a cui viene deciso il posizionamento, questo ci aiuta non poco e oltre ad un aumento del traffico potremmo anche avere un minore rischio di bounce rate.

Studio della concorrenza e ricerca delle keywords

Passo immediatamente successivo allo studio del search intent, è lo studio della concorrenza e la ricerca e scelta di parole-chiave pertinenti e performanti. La prima di queste azioni, è volta a carpire segreti e tecniche utilizzate da chi si è posizionato meglio o peggio di noi. In questo modo, possiamo fare tesoro delle cose che hanno funzionato ed evitare errori che sono stati già commessi da altri e che li hanno penalizzati.

L’altra abitudine che deve affiancarsi al lavoro svolto in precedenza, è quella di un’ottima keyword research. È indispensabile per estrapolare il meglio dall’intento di ricerca degli utenti e quindi aiutarci a salire maggiormente di posizione, utilizzando la parola-chiave più gettonata. È fondamentale, però, anche per aiutarci a inserire nel testo dei sinonimi che ne riducano la densità al suo interno. Ad oggi infatti una presenza permeante e invadente delle keywords, la cosiddetta keyword stuffing, non è più ben valutata. Bisogna fare attenzione a tutto il campo semantico e far sì che la parola-chiave sia inserita in modo naturale e che, in caso ce ne fosse più di una, sia ben correlata alle altre.

Posizionare un articolo: ottimizzare le keywords

Siamo finalmente giunti alla stesura dell’articolo dove abbiamo possibilità di adottare numerosi accorgimenti. Per scrivere un testo in ottica SEO le linee guide da seguire sono generalmente quelle elencate di seguito.

  • Distribuzione dei paragrafi e meta tag html: un qualsiasi testo è considerato migliore dal punto di vista della fruibilità (e quindi del ranking) se dotato di paragrafi. Ogni paragrafo ha un titolo, che è il suo meta tag html. I titoli dei paragrafi sono numerati dall’H2 all’H6 (“H” sta per heading), possono essere riprodotti più volte e indicano al motore di ricerca il livello di importanza del contenuto di quel paragrafo. Per cui, più il numero si alza, meno è importante il contenuto.
  • Lunghezza dei paragrafi e del testo: si consiglia di non scrivere paragrafi che contengano più di 300 parole l’uno. Lo stesso numero di parole è quello che Google considera il minimo per un articolo. Fate però attenzione: allungare il brodo non è visto di buon occhio. Dunque, è sempre preferibile un articolo molto breve ma assolutamente pertinente e di qualità ad uno lungo di scarsa utilità.
  • Lunghezza delle frasi: in italiano, in media, è meglio scrivere frasi con al massimo 25 parole. Più la frase è breve, più è alta la probabilità che venga letta per intero.
  • Varietà nelle frasi: è bene non iniziare più di un paio di frasi consecutive con la stessa parola.
  • Parole di transizione: si consiglia di farne largo uso perché facilitano la lettura e rendono chiari i nessi logici all’interno dell’articolo. Sono da intendersi come parole di transizione anche tutte quelle espressioni che esplicitano, ad esempio, i rapporti di causa-effetto, introducono una nota di contrasto con quanto detto prima, enfatizzano qualcosa, etc.
  • Forme attive e passive: è consigliato l’utilizzo per lo più di forme attive per evitare di appesantire il testo.

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Tag title, slug e frase chiave

Fortunatamente, spesso sia per la stesura degli articoli sia per tutta la parte più tecnica e meno inerente alla scrittura, abbiamo degli strumenti ad agevolarci. Plugin come Yoast SEO, ad esempio, sono un supporto validissimo e quasi fondamentale per tenere d’occhio anche questi fattori. Il tag title, così come lo slug, sono degli elementi un po’ più tecnici ma di vitale importanza per un buon posizionamento.

Il primo altro non è che l’H1, il titolo dell’intero articolo, elemento unico e non riproducibile in nessun’altra parte del testo. Sceglierlo di una lunghezza ponderata, di solito entro le 60 battute, in modo da renderlo SEO friendly, è una prassi raccomandata.

Altrettanto consigliato è impostare una frase chiave per l’articolo, che ne evidenzi il contenuto e che sia presente, integralmente o parzialmente, o anche mediante sinonimi, nel titolo e all’interno della frase di apertura del testo. La sua presenza senza forzature all’interno anche degli altri paragrafi è vista molto bene.

Lo slug invece è il titolo dell’articolo proprio in versione SEO. È quello che appare dopo il dominio nell’URL della pagina, perciò deve essere breve e rappresentativo del contenuto del testo, senza parole superflue. Si scrive interponendo tra una parola e l’altra il trattino -, poiché è finalizzato ad agevolare la comunicazione con il motore di ricerca, che si svolge per linguaggi informatici. È fondamentale che anche nello slug sia presente, parziale o per intero, la frase chiave che abbiamo scelto.

Come funziona la meta description

Un elemento su cui non bisogna assolutamente soprassedere è la meta descrizione. Altra componente forse un po’ tecnica, è realmente importantissima per un buon ranking. In circa 150 battute viene qui condensato il nostro articolo. È fondamentale scriverla bene poiché è la prima cosa che l’utente nota ed è decisiva per farlo cliccare sul nostro link e fargli aprire il nostro articolo.

Avere una meta descrizione troppo lunga e con nessuna informazione immediatamente visibile inerente al contenuto dell’articolo è quindi ciò che va evitato ad ogni costo. Per migliorare ancora la qualità della nostra meta descrizione, utilizzare la frase chiave che avevamo precedentemente scelto e inserito già nel tag title e nello slug, è sicuramente un’ottima pratica.

Immagini e testo alternativo

Inserire delle immagini all’interno di un testo è sempre una cosa che viene apprezzata dal lettore, in quanto queste gli facilitano la lettura. Aiutano ad appesantire meno l’occhio e rendono in genere l’articolo più accattivante. La valutazione positiva del loro utilizzo è quindi confermata anche dai motori di ricerca, che le utilizzano come ulteriore fattore per stilare il ranking nella SERP.

Non è importante solo il loro inserimento, ma anche se sono affiancate da alt text e talvolta addirittura come sono nominate. Il testo alternativo delle immagini ha la funzione di descrivere le stesse ed è stato pensato per agevolare chi non ha modo di vederle. Che sia per una disabilità o perché l’immagine non è supportata dal dispositivo, inserire l’alt text è sempre un’idea ottima e molto apprezzata.

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Posizionare un articolo con la Link building

Infine, un’ulteriore buona abitudine è quella di aumentare i link d’ingresso al nostro articolo e iniziare a fare link building. Il motivo è dato dal fatto che i motori di ricerca scoprono, indicizzano e scansionano i contenuti web passando da un link ad un altro. Questa attività è svolta da milioni di bot chiamati crawler o spider, il cui compito consiste nel cercare di analizzare e scannerizzare tutta la rete.

Come dovrebbe una cosa del genere riguardare il posizionamento? Perché in realtà questa funzione dei link può essere vantaggiosa. Essere citati da fonti con una reputazione alta e solida aiuta la nostra visibilità e aumenta il nostro traffico. Più fonti ci citano, più saranno le volte in cui i bot dei motori di ricerca vengono a scansionare le nostre pagine. Tutto questo, se abbiamo messo in pratica le giuste accortezze, influisce sul nostro posizionamento.

Comunque, è possibile anche un intervento nostro diretto in contesto di link. Infatti, inserire dei link interni che fanno da àncora e collegano altri contenuti del nostro sito web a quello su cui stiamo lavorando è un modo valido e pratico per aumentare i punti d’ingresso per i crawler. Questo si traduce, più o meno automaticamente, anche in una maggiore visibilità e quindi più possibilità che il nostro articolo venga considerato dal motore di ricerca. Se alla scansione si soddisfano i requisiti per un buon ranking, ecco che di conseguenza avremo un buon posizionamento.

Link interni e link in uscita

Anche inserire link in uscita di qualità aiuta a farci a scalare la SERP. Rimandando a pagine inerenti o che approfondiscano il contenuto del nostro articolo, aumentiamo il nostro punteggio di pertinenza, un criterio di posizionamento dal valore sempre maggiore. Quelli che vi abbiamo scritto sono tutti i consigli e le buone abitudini che vi invitiamo a seguire, non applicandoli però a discapito della fruibilità dell’articolo. La cosa fondamentale resta sempre la qualità e l’originalità del contenuto, a cui queste pratiche devono solo accompagnarsi.

(fonte immagine: Yandex.com) 

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