L'emozione di lavorare con Elettrici Senza Frontiere onlus

L'emozione di lavorare con Elettrici Senza Frontiere onlus

È stata una vera emozione veder nascere per la prima volta un bambino alla luce delle lampadine elettriche, appena qualche ora dopo aver terminato il montaggio dei pannelli solari. Fino ad allora le uniche fonti d'illuminazione erano le candele o le lampade a olio”, racconta Michel Crémieux, presidente di Elettrici senza frontiere onlus, commentando la prima missione svolta nella Repubblica del Congo.

L'Associazione Elettrici senza frontiere onlus nasce nel 2015 con l'obiettivo di contribuire al miglioramento delle condizioni di vita in alcune zone del mondo in via di sviluppo e di realizzare interventi umanitari in occasione di emergenze e di catastrofi naturali.

“Non si può restare inattivi di fronte ai dati drammatici che documentano che più di un terzo del pianeta non ha ancora accesso all'elettricità, sapendo che questo comporta dei gravi problemi quali l'impossibilità di avere dei centri di servizi medico-sanitari, l'essere esclusi da ogni tipo di comunicazione, non favorire lo sviluppo del lavoro e tantomeno permettere ai giovani di studiare”, dichiara Michel Crémieux. “Ma soprattutto rende più difficile l'accesso all'acqua e di conseguenza la coltivazione agricola o l'allevamento, quindi la sopravvivenza stessa delle persone”.

L'associazione è costituita da volontari e affianca il lavoro della sorella francese Electriciens sans frontières, che opera dal 1986, e di quella tedesca Elektriker ohne Grenzen, nata nel 2012. La sua attività è resa possibile grazie all'impegno dei volontari e al contributo delle aziende del settore energetico.

Attualmente ESF onlus sta organizzando – congiuntamente all'équipe francese – una missione in Kenya per portare, nella primavera del 2016, l'elettricità e l'acqua in due villaggi degli altopiani a nord di Nairobi, Ilkiremisho e Purko, abitati dal popolo Masai.